DEGUSTIAMO INSIEME UN LAMBRUSCO DI SORBARA MOLTO PARTICOLARE FATTO “ALLA MANIERA DEL FONDATORE”: LAMBRUSCO DEL FONDATORE CLETO CHIARLI


E’ stata una scoperta davvero interessante, questo Lambrusco del Fondatore Cleto Chiarli  2016 che ho avuto la fortuna di assaggiare con i miei amici sommelier a Firenze; ma prima di cominciare insieme la degustazione, voglio darvi due informazioni su questo vitigno tipico del Modenese.

Il Lambrusco di Sorbara è un vino Doc la cui zona di produzione è la provincia di Modena.

Fra i Lambruschi del modenese è quello che si presenta meno carico in colore con profumi fruttati di ciliegia,fragola,frutti rossi e profumi floreali di violetta motivo per il quale viene anche chiamato il Lambrusco delle Viole. esistono però altri tre tipi di Lambruschi con caratteristiche gusto olfattive diverse. Questi sono:

Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Grasparossa , Lambrusco di Castelvetro e Lambrusco  Di Modena.

Lambrusco di Sorbara

Ed ora veniamo a noi: beviamo insieme questo bicchiere di Lambrusco del Fondatore Cleto Chiarli 2016.

Si tratta di un vino frizzante molto particolare,la cui fermentazione avviene in bottiglia. Infatti è prodotto alla vecchia maniera :quella del fondatore. Cleto Chiarli, non a caso, è il più antico produttore di vini tipici dell’Emilia Romagna. L’imbottigliamento avviene durante la luna calante di Marzo,la tappatura è con sughero naturale e la legatura è “a spago”. E’ a questo punto che avviene la lunga fermentazione in bottiglia; anche la presa di spuma avviene in bottiglia con dosaggio zero: non c’è quindi aggiunta di zuccheri residui. Riposa minimo sei mesi. Va in commercio con i lieviti in bottiglia ed è anche questa una grande particolarità del vino.

Noi possiamo decidere se servire il vino con i lieviti in sospensione agitando la bottiglia oppure tenere ferma la bottiglia per qualche ora in posizione verticale in moda da far depositare i lieviti sul fondo e poi servire il vino. E’ molto interessante  fare questo confronto; noi ci abbiamo provato. Cambia il colore, la limpidezza, la consistenza ma anche l’aromaticità al naso  e la cremosità in bocca. Nel primo caso infatti abbiamo un vino meno limpido , con una spuma più consistente e al naso emergono maggiormente profumi di lievito. In bocca si percepisce una maggiore cremosità ed avvolgenza. Chiude con note leggermente più gessose ed  amarognole Comunque provate anche voi e ditemi quale soluzione preferite.

Guardiamo ora il nostro vino nel calice: si presenta di colore rosso rubino scarico, tendente al rosato, dalla spuma lieve e colorata.

Al naso ha profumi ancora vinosi,nonostante sia del 2016, poi emrgono profumi fruttati e floreali :fragolina di bosco,ciliegia,ribes rosso e poi la violetta. Ha anche una lieve nota acidula. Se però giro il vino nel bicchiere ,le note acidule spariscono per lasciare spazio a note più dolci.

In bocca è secco,infatti non è dosato, ha anche una bella acidità. E’ un vino vigoroso,profondo con una discreta struttura. Ha una bella intensità  e discreta persistenza. Chiude con note di frutta scura; si avverte nel finale una leggera gessosità data probabilmente dai lieviti ,ma che non disturba il palato.

E’ un vino molto interessante e sul quale potremmo stare un bel pò di tempo a parlare. e credo sia proprio questo il bello di degustarlo assieme.

E per l’abbinamento? Consigli?

Noi abbiamo pensato a dei cubetti di mortadella di Bologna IGP . Vi spiego il perchè.

Mortadella di Bologna IGP

 

Le caratteristiche salienti del mio Lambrusco sono: un’ importante effervescenza che si vede sia alla vista e che si assapora anche al palato: si tratta infatti di un lambrusco frizzante. Presenta poi una bella acidità sia al naso che in bocca, una leggera tannicità ed una discreta intensità gusto-olfattiva.

Per questi motivi ci abbiamo abbinato dei Cubetti  di Mortadella di Bologna Igp. Abbianamento che vi assicuro essere perfetto sia sul piano gustativo sia perchè rispecchia la tradizione. La grassezza lasciata in bocca dalla mortadella viene eliminata dall’effervescenza del vino e la tendenza dolce del salume è ben bilanciata dalla freschezza gustativa del vino. La struttura del vino è sullo stesso livello della struttura del cibo. Un buon abbinamento in conclusione.

E allora: Buon degustazione!!!

 

 

 

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